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Varicocele e infertilità

Dato che il varicocele può causare infertilità ed è asintomatico servono controlli sin dalla pubertà

Il varicocele può causare infertilità perché spesso asintomatico. Ecco perché va scoperto in tempo. Si tratta di un disturbo che può comparire frequentemente in età puberale senza dare sintomi precisi. A soffrirne pare siano circa 200mila adolescenti di età compresa fra gli 11 e i 17 anni, e due milioni e mezzo di adulti tra i 18 e i 65 anni.

Il varicocele può causare infertilità se non diagnosticato per tempo

Il varicocele è caratterizzato da un’anormale dilatazione delle vene spermaticheche, nella stragrande maggioranza dei casi, non dà origine a una sintomatologia specifica. Per questo è difficile fare una diagnosi tempestiva, molto importante però perché, nel tempo, il varicocele può causare infertilità e, in linea generale, è la prima causa d’infertilità non solo maschile, ma dell’intera coppia: da sola rappresenta ben il 20 per cento delle infertilità di coppia.

Ecco i motivi per cui il varicocele può causare infertilità

Pur non essendo del tutto noti, i meccanismi che provocano il danno testicolaresono:

  1. la stasi sanguigna nel testicolo che causa un ristagno di sangue povero di ossigeno e di sostanze nutritive a livello testicolare;
  2. l’aumento della temperatura nel testicolo per la congestione sanguigna.

La combinazione di queste due condizioni provoca un danno sulla spermatogenesi, ovvero sul processo che porta alla produzione di spermatozoi. Il varicocele può causare infertilità perché spesso gli spermatozoi di chi ne è affetto sono in numero ridotto e dalla scarsa motilità.

Servono campagne di sensibilizzazione per i giovani e le famiglie e controlli periodici

Motivo per cui gli esperti sottolineano l’importanza, dato il normale esordio in età puberale, d’informare i giovani e le loro famiglie con campagne di sensibilizzazione che spieghino quanto conti ricevere una diagnosi precoce.

Per rilevare la comparsa di varicocele è sufficiente una visita dall’urologo o dall’andrologo in età puberale. In questa fase della vita la malattia non è pericolosa, anche se può alterare la maturazione e la funzionalità dei testicoli. In questo senso, con lo sviluppo del ragazzo, il varicocele può causare infertilità. Per tenerlo sotto controllo basta prevedere controlli periodi con ecodoppler.

Se di grado elevato si opera: le possibilità di concepimento crescono del 70%

Nei casi più gravi, invece, cioè se il varicocele è associato a dolore e quindi di grado elevato, una buona soluzione può essere rappresentata dall’intervento chirurgico, che aumenta le possibilità di concepimento fino al 70 per cento

Ovaio policistico ed infertilità. Puoi rimanere incinta?

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disturbo in cui le ovaie e, in alcuni casi anche le ghiandole surrenali, producono più androgeni (ormoni maschili) del normale. Gli androgeni sono ormoni il cui eccesso interferisce con l’ovulazione, cioè con lo sviluppo e il rilascio dell’ovulo da parte delle ovaie. La PCOS può causare la formazione di cisti (sacche piene di liquido) nelle ovaie.

Le ovaie di chi è affetta dalla sindrome dell’ovaio policistico non rilasciano l’ovulo nel momento dell’ovulazione e questo disturbo è la causa più frequente dell’infertilità femminile.

Perché la PCOS causa problemi di fertilità?

Nelle ovaie si trovano i follicoli, minuscole sacche piene di liquido che contengono gli ovuli. Quando l’ovulo giunge a maturazione, il follicolo scoppia, rilasciando così l’ovulo che raggiungerà le tube di Falloppio per essere fecondato.

Nelle donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico, i follicoli non maturi si raggruppano e si formano così le cisti. Gli ovuli maturano all’interno delle cisti, che però non scoppiano per rilasciarli.

Le donne affette dalla PCOS, quindi, presentano in molti casi irregolarità mestruali, come l’amenorrea (assenza del ciclo) o l’oligomenorrea (ciclo che compare solo raramente). Molte donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico, inoltre, hanno problemi a rimanere incinte, perché l’ovaio non rilascia gli ovuli.

Sintomi

Oltre all’infertilità, le donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico possono anche soffrire di:

  • dolore pelvico,
  • irsutismo (eccesso di peli sul volto, sul torace, sulla pancia, sulle dita delle mani e dei piedi),
  • calvizie simile a quella maschile o alopecia,
  • acne, pelle grassa o forfora,
  • pelle con chiazze in rilievo, di colore marrone scuro o nero.

Le donne obese, inoltre, corrono un maggior rischio di soffrire di PCOS.

Chi soffre della sindrome dell’ovaio policistico ha molte difficoltà a rimanere incinta, ma alcune donne colpite da questo disturbo riescono comunque a concepire, sia in modo naturale sia usando tecniche di fecondazione assistita. Chi soffre di PCOS, purtroppo, corre un rischio di aborto maggiore rispetto alle donne sane.

Le donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico, inoltre, corrono un rischio maggiore rispetto alle donne sane di soffrire di patologie connesse alla sindrome, ad esempio:

  • diabete,
  • sindrome metabolica (anche detta precursore del diabete, perché in essa l’organismo ha problemi a regolare il livello di insulina),
  • patologie cardiovascolari, come le patologie cardiache e l’ipertensione.

Diagnosi

Il ginecologo esaminerà la vostra storia clinica e vi visiterà per capire se avete delle cisti nelle ovaie. Durante la visita potrà farvi un’ecografia transvaginale e prescrivervi gli esami del sangue per misurare i livelli ormonali.

Tra gli altri esami consigliati ricordiamo la misurazione dell’insulina, del glucosio, del colesterolo e dei trigliceridi.

Tuttavia, si diagnostica la sindrome dell’ovaio policistico nel caso in cui si rilevino 2 qualunque fra i seguenti sintomi:

  • assenza cronica di ovulazione, che porta ad irregolarità mestruale,
  • elevato livello di androgeni (un ormone maschile) non associabile ad altre cause o condizioni
  • cisti in una o entrambe le ovaie (rilevate in genere attraverso un’ecografia).

Terapia

Non esiste una cura definitiva per la sindrome dell’ovaio policistico, però spesso si riescono a gestire molti dei sintomi. Per prevenire i problemi connessi, è fondamentale che la PCOS sia diagnosticata e curata il prima possibile.

Per tenere sotto controllo i sintomi, sono utili i farmaci come la pillola anticoncezionale, che regola il ciclo, fa diminuire i livelli di androgeni e fa regredire l’acne. Altri farmaci, invece, possono far scomparire i problemi cosmetici, come l’irsutismo, e controllare la pressione e il colesterolo.

Le modifiche dello stile di vita, come

  • l’esercizio fisico regolare,
  • perdere il peso in eccesso,
  • ridurre la glicemia con una dieta adeguata,

sono tuttavia la strategia terapeutica più importante e la prima a dover essere suggerita dai ginecolog. Se la paziente dimagrisce, può riuscire ad alleviare molti dei problemi di salute connessi alla PCOS e può far regredire o far scomparire del tutto i sintomi.

La terapia chirurgica può anche rappresentare una possibilità, ma non è consigliata come terapia d’elezione.

Rimanere incinta con la PCOS

Attualmente sono principalmente tre i farmaci usati in prima battuta per aiutare le donne affette da ovaio policistico che stanno cercando una gravidanza:

  • metformina (un farmaco che nasce come antidiabetico),
  • clomifene (meglio conosciuto con il suo nome commerciale, Clomid®, che induce l’ovulazione),
  • inositolo (una sostanza naturale che ha dimostrato di essere sensibilmente efficace nel ridurre tutti i sintomi della sindrome, comprese le difficoltà a rimanere incinta).

Tuttavia quello che più conta è che cercare una gravidanza e rimanere incinta con l’ovaio policistico è possibile.

Perché con gli anni si diventa meno fertili

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Fertilità maschile, l’alimentazione gioca un ruolo rilevante

Mangiare sano aumenta le chance di concepire per l’uomo: l’alimentazione corretta è infatti associata a migliore qualità dello sperma, specie per gli uomini con qualche problema di fertilità o con una qualità del seme non perfettamente nella norma.
Lo rivela uno studio su 129 maschi ‘in attesa’ di un bebè pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility, condotto presso la University Medical Centre di Rotterdam in Olanda.breakfast-cucumbers-dinner-2215
Gli esperti hanno analizzato lo sperma dei partecipanti (concentrazione e conta degli spermatozoi, motilità) e con appositi questionari la loro dieta prima del concepimento. E’ emerso che coloro che seguivano una dieta sana (ricca di cereali integrali, legumi, frutta, olio d’oliva, povera di zuccheri e carboidrati raffinati) presentavano uno sperma migliore. Ciò è risultato vero in particolar modo per coloro che hanno avuto qualche difficoltà in più a concepire; rispetto a maschi con dieta poco corretta, presentavano sperma migliore.
Lo studio suggerisce che gli stili di vita e in particolare i comportamenti alimentari sono un fronte di intervento per coppie che hanno problemi di concepimento, un problema in aumento in Europa e legato, non di rado, al partner maschile.

Una semplice soluzione per alcune forme di infertilità maschile

E’ definito un innovativo approccio terapeutico per l’infertilità maschile, quello messo a punto grazie alla collaborazione fra le Università di Padova, Roma e Perugia. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Andrology.
La ricerca ha permesso di concludere che il trattamento per un mese con prednisone, un cortisonico utilizzato in clinica per le sue proprietà anti-infiammatorie, è in grado di “migliorare significativamente” la fertilità in pazienti affetti da “severa riduzione” della produzione di spermatozoi da cause ostruttive post-infiammatorie.

Lo studio ha consentito di dimostrare, in 90 soggetti infertili, che una piccola dose giornaliera di prednisone somministrata per circa un mese è in grado di migliorare significativamente sia il numero che la motilità degli spermatozoi”. “Dopo terapia molti di questi pazienti sono riusciti a procreare. Questo eccezionale risultato apre nuove possibilità di cura farmacologica razionale in una ampia popolazione di pazienti infertili per i quali in precedenza non esistevano valide opzioni terapeutiche”.

[ansa]

Infertilità e coppia

L’infertilità si definisce come l’incapacità di ottenere una gravidanza dopo almeno un anno di rapporti liberi.

Le cause che portano a questa situazione possono essere molteplici ed interessare entrambi i partner. Il pregiudizio di una responsabilità principalmente femminile nella patogenesi di questa condizione è oggi definitivamente tramontato, lasciando il posto al concetto di “infertilità di coppia” in cui piccoli o grandi problemi di entrambi i partner si possono sommare.

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L’infertilità

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si parla di infertilità di coppia, quando una coppia non riesce a procreare dopo 12-24 mesi di rapporti volutamente fecondi.

Circa l’ 8-10% delle coppie ha questo problema, quindi, su scala mondiale, circa 50-80 milioni di persone.

Quello che si deve sapere è che oltre l’80% di tutte le coppie sterili può essere aiutata ad ottenere una gravidanza, con l’opportuno trattamento farmacologico!Infertilita

Oggi, l’infertilità è nel 35% dei casi un “problema” femminile e nel 30% un “problema” maschile, mentre nel 25% dei casi si parla di infertilità di coppia, poiché entrambi i partner hanno un basso indice di fertilità; nel restante 10% l’infertilità è inspiegata, in quanto la capacità fecondante è buona in ambedue i partner.

Nei casi di infertilità non spiegata non si evidenziano cause mediche, ormonali o immunologiche in nessuno dei due partner. Studi recenti hanno messo evidenziato che l’uso di farmaci antiinfiammatori non steroidei può essere correlato alla infertilità ad etiologia ignota, poiché questi farmaci inibiscono l’ovulazione.

Le cause dell’infertilità femminile sono numerose:

  • Malattie sessualmente trasmesse, se mal curate, tra cui la più comune è l’infezione da Chlamydia tracomatis.
  • Cicatrici conseguenti ad endometriosi o ad interventi chirurgici eseguiti nella zona addomino-pelvica.
  • Età avanzata, oltre i 35 anni.
  • Sindrome di Asherman, che si verifica quando le pareti uterine collabiscono a causa di una alterazione dell’endometrio, generalmente di tipo infiammatorio o in seguito a un raschiamento che comporti l’ablazione di molto tessuto endometriale.
  • Endometriosi, che può essere causa di aderenze peritubariche.
  • Pesticidi, che possono danneggiare gli ovociti materni.
  • Iperprolattinemia (elevati  livelli di prolattina nel sangue), causata da tumori dell’ipofisi e dalla suzione della mammella durante l’allattamento.
  • Ipotiroidismo
  • Problemi immunologici, evidenziati dalla positività agli anticorpi anti-fosfolipidi o la lupus anticoagulante, che possono comportare il deposito di precipitati a livello placentare ed una ipofunzionalità della placenta, che può portare all’aborto precoce.kinderwunsch
  • Difetto delle fase luteale. Esistono due tipi di difetto della fase luteale, il primo è legato alla cosidetta fase luteale corta, quando dura meno di 10 giorni. Il secondo si manifesta quando, pur essendo la fase luteale lunga 12-16 giorni, la quantità di progesterone prodotta è molto bassa.
  • Sindrome del follicolo luteinizzato (LUF). Si manifesta quando non si ha l’ovulazione, cioè l’emissione dell’ovocita, in genere è dovuta ad una mancanza di sincronizzazione tra induzione dell’ovulazione e somministrazione di hCG.
  • Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), radiazioni ionizzanti, chemioterapici e alcuni antistaminici.
  • Obesità (peso corporeo >25% del peso forma) può causare un aumento degli estrogeni circolanti e, quindi, provocare una anovularietà.
  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCO), condizione spesso correlata ad anovularietà.
  • Fumo

Le cause dell’infertilità maschile sono:

  • Problemi ormonali, come bassi livelli di testosterone, alti livelli di FSH, eccesso diprolattina, che possono causare alterazioni sia quantitative che qualitative del liquido seminale.
  • Oligospermia idiopatica, che rappresenta la diminuzione del numero di spermatozooi nel liquido senza causa apparente.
  • Problemi immunitari, poiché sia l’uomo che la donna possono presentare reazioni immunitarie allo sperma. Reazioni autoimmuni nell’uomo possono essere secondari ad una vasectomia.infert
  • Impotenza, che è una delle cause più comuni.
  • Infezioni, che riguardano alcune patologie caratteristiche dell’infanzia, come la parotite e le malattie veneree come la gonorrea o la sifilide. Anche le prostatiti ricorrenti sono responsabili di alterazioni della mobilità e dell’indice di fecondità.
  • Sindrome di Klinefelter
  • Stili di vita, poiché è noto che una elevata temperatura della regione scrotale, come nel caso di lunghi bagni caldi o di pantaloni molti stretti, predispone ad alterazioni dell’eiaculato. Anche alcuni farmaci ed alcune droghe hanno lo stesso effetto, ad esempio l’alcol, la marijuana, la cocaina, il fumo di sigaretta, gli steroidi anabolizzanti, la cimetidina, alcuni farmaci anti-ipertensivi, l’aspirina, la colchicina.
  • Eiaculazione retrograda, che può essere causata da interventi chirurgici in sede pelvica, da un danno nervoso locale ecc, per cui il liquido spermatico viene emesso a livello vescicale e non all’esterno.
  • Disfunzioni sessuali, riportate in circa il 20% dei maschi infertili. Le disfunzioni includono calo del desiderio sessuale, incapacità a mantenere l’erezione, eiaculazione precoce.
  • Traumi testicolari
  • Testicolo ritenuto, quando il testicolo non discende durante la pubertà, per cui la maggiore temperatura esistente nell’addome può causare la loro atrofia e causare, tra l’altro, una maggiore incidenza di tumori.
  • Varicocele, che è una dilatazione delle vene del plesso testicolare causante una stasi di sangue e quindi un aumento locale delle temperatura.

 

Test per l’infertilità

Valutazione della donna

  • Test immunitari o Lupus (SLE) tests (indicato comunemente come test per lupus-anticoagulante)
  • I test per la ricerca di infezioni servono ad evidenziare la presenza di eventuali infezioni a trasmissione sessuale, quali quelle dovute a Chlamydia, Ureoplasma, Mycoplasma, Gonococco, Toxoplasma ecc.
  • L’isteroscopia si esegue dilatando la cervice e inserendo una apposita sonda, che si utilizza per visualizzare la cavità uterina. L’esame può essere condotto sia in anestesia generale che locale.
  • La laparoscopia consente di visualizzare anomalie strutturali dell’utero, endometriosi e aderenze peritubariche; con la stessa è possibile anche procedere all’intervento chirurgico riparatore. Si insuffla il peritoneo con anidride carbonica e si inserisce, attraverso una piccola incisione peri-ombelicale, un apposita sonda. Attraverso una seconda incisione, a livello pubico, si inserisce un trocar che si utilizza per manipolare l’organo in modo che sia meglio visibile dalla sonda.
  • Il Pap Test si esegue mediante una spatola di legno o di plastica, con la quale si prelevano alcune cellule dal collo dell’utero e si fissano su un vetrino per essere esaminate dal medico anatomopatologo.
  • L’esame colposcopico si serve di uno strumento simile ad un microscopio, per osservare i genitali esterni, la mucosa vaginale e il collo dell’utero, utilizzando alcune sostanze o coloranti particolari.
    E’ un esame importante per valutare la presenza o meno di :
    – infiammazione batterica, fungica, virale, ecc.
    – lesioni sospette precancerogene o neoplastiche
  • L’ecografia transvaginale si esegue con una sonda che viene introdotta nella vagina, per visualizzare sul monitor la cervice, l’utero e, le ovaie, e la pelvi in generale.
  • L’ecografia transaddominale si esegue con una sonda, che appoggiata sull’addome, permette di visualizzare l’utero e le ovaie. Cisti, fibromi e anomalie dell’utero possono essere così diagnosticate.
  • La visita ginecologica è necessaria per evidenziare eventuali segni di infezione o di anormalità fisiche dell’apparato riproduttivo
  • I test ormonali consistono nel dosaggio di alcuni ormoni nel sangue della donna.
    • ormone luteinizzante (LH)
    • ormone follicolo stimolante (FSH)
    • estradiolo (E2)
    • progesterone
    • prolattina
    • ormone stimolante la tiroide (TSH)
    • T3 libero
    • T4 libero
    • testosterone totale
    • DHEAS
    • androstenedione
  • Tempo di tromboplastina parziale attivata (APTT)
  • Tempo di coagulazione al Kaolino
  • Dilute Russel viper venom time
  • Anticorpi Anti-Fosfolipidi (APA)
  • Anticorpi Anti-Cardiolipina (ACA)
  • Anticorpi Anti-Nucleo (ANA):
  • ssDNA
  • dsDNA
  • SSA
  • SSB
  • Anticorpi Anti-Tiroide (ATA)
  • Tireoglobulina
  • Anticorpi Anti-Microsomi Tiroidei
  • Autoanticorpi
  • Anticorpi Anti-Speram (ASA), che possono essere alloimmuni o autoimmuni. Se gli anticorpi sono di tipo autoimmune (cioè se sono presenti nel maschio), nel liquido spermatico gli spermatozooi non hanno una motilità rettilinea soddisfacente. Se sono di tipo alloimmune (cioè se sono presenti nella donna), il liquido è normale, ma appena entra in contatto con il muco cervicale si ha il fenomeno della agglutinazione. Tests Alloimmuni:
  • Ricerca degli Anticorpi Anti-Leucociti (LAD)
  • Natural Killer Cells (CD56+)
  • Fattore Embrio-Tossico (ETF)

 

Valutazione nell’uomo

  • Anamnesi e storia clinica. È necessario raccogliere tutte le informazioni possibili riguardo a precedenti malattie sistemiche, malattie veneree, diabete mellito, interventi chirurgici, durata dell’ infertilità e storia sessuale.InfertilitaUomo
  • L’esame fisico include lo studio della posizione del testicolo nello scroto, la palpazione dello scroto per evidenziare un eventuale varicocele e una visita ed un massaggio prostatico per esaminare il liquido prostatico e gli eventuali segni di infezione. E’ importante rendersi conto della distribuzione del grasso e della peluria per mettere in evidenza i segni di carenza ormonale.
  • L’esame delle urine serve a diagnosticare un’infezione del tratto urinario e/o la presenza di liquido spermatico nelle urine, che, insieme ad una oligo-azoospermia può indirizzare alladiagnosi di eiaculazione retrograda.
  • Spermiogramma. Prima di ciascun esame, osservare almeno 2-5 giorni di astinenza sessuale. I valori orientativi dei vari parametri sono:
    • volume: 1,5-5,0 cc
    • densità: > 20 milioni/ml
    • motilità rettilinea: > 60%
    • morfologia: > 60%  forme normali (testa ovale e lunga coda)

Inoltre, è necessario, ai fini di una diagnosi di normalità, non riscontrare:

    • significativi spermio-agglutinati
    • eritrociti
    • leucociti (segno di infezione)
    • notevole aumento della viscosità del fluido seminale.
  • Test endocrini, con misurazione del livello ematico di
    • Testosterone
    • FSH (ormone follicolo-stimolante)
    • LH (ormone luteinizzante)
    • Prolattina
    • Estradiolo
    • ormoni tiroidei T3 e T4.

Un elevato livello di FSH è un indicatore di ipogonadismo. Bassi livelli di testosterone indicano un atrofia testicolare (spesso causata da varicocele trascurato).

  • Il Post-coital-Test si esegue aspirando dal canale cervicale, con una pipetta, qualche goccia di liquido spermatico entro poche ore dal coito. Se al microscopio si contano pochi spermatozoi mobili per campo si può pensare ad un’alterazione del fattore cervicale (per esempio presenza di anticorpi immobilizzanti).
  • Lo Sperm Penetration Assay (SPA), o Hamster test (HEPA) consiste nel valutare la capacità dello spermatozoo a penetrare uno speciale terreno di coltura.
  • La biopsia testicolare consiste nel prelevare una piccola porzione di tessuto dal testicolo e nel visualizzare, al microscopio, i tubuli seminiferi e le diverse cellule che li compongono.

Si possono avere diversi risultati: normale, se i tubuli e lo sperma sono normali e si propenderà, in questo caso, per infertilità di tipo escretorio; arresti maturativi (a vari gradi di sviluppo); ipospermatogenesi, se vi sono gli elementi secernenti ma la produzione è scarsa;aplasia germinale, se non è presente il tessuto che produce gli spermatozoi.

  • Ecografia dello scroto e dei testicoli per diagnosticare eventuali malformazioni dell’apparato riproduttore, patologie dell’epididimo, tumori ai testicoli o numerosi altri problemi locali.
  • Ecografia trans-rettale per diagnosticare patologie della prostata oltre a una eventuale ostruzione delle vie seminali
  • Eco-doppler per la diagnosi e la valutazione dell’entità di un varicocele.
  • Un altro esame importante da eseguire è l’ESAME DEL CARIOTIPO per scoprire se le cause sono genetiche.