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La proteina C reattiva ad alta sensibilità

Come si usa?

La proteina C reattiva ad alta sensibilità può essere usata come supporto nel valutare una persona per il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare (CVD). Può essere prescritto insieme al profilo lipidico o ad altri marcatori di rischio cardiaco, come la lipoproteina associata a fosfolipasi A2 (Lp-PLA2), per fornire informazioni aggiuntive circa il rischio di sviluppare una malattia cardiaca.
La PCR è una proteina che aumenta nel sangue durante l’infiammazione. Si pensa che una piccola infiammazione persistente giochi un ruolo fondamentale nell’aterosclerosi che restringe i vasi sanguigni a causa dell’accumulo di colesterolo e di altri lipidi, spesso associati a CVD. La PCR ultrasensibile misura accuratamente basse concentrazioni di proteina C reattiva per identificare un limitato grado di infiammazione persistente per predire il rischio di sviluppare CVD.
La PCR ultrasensibile è ritenuta da alcuni esperti utile per determinare il rischio di CVD, infarto e ictus e per questo gioca un ruolo nel processo di valutazione prima che il paziente sviluppi uno di questi problemi. Alcuni ritengono il miglior modo di predire il rischio sia combinare un buon marcatore per l’infiammazione, come la PCR ultrasensibile, con il profilo lipidico. Alcuni gruppi di scienziati raccomandano che questo test venga usato per le persone che hanno un moderato rischio di infarti nei 10 anni successivi.
Gli studi clinici che coinvolgono la misura della PCR ultrasensibile sono ancora oggetto di approfondimento per capire meglio quale sia il suo ruolo negli eventi cardiovascolari.

Quando viene prescritta?

Al momento non c’è una linea di consenso sul momento in cui sia meglio eseguire il test, anche se alcune linee guida includono raccomandazioni sul test della PCR. Ad esempio, le linee guida dell’ American College of Cardiology Foundations e dell’American Heart Association dicono che il test della PCR ultrasensibile può essere utile quando uomini di 50 (o più giovani) o donne di 60 anni (o più giovani) hanno un rischio intermedio. Può anche essere d’aiuto nel prendere decisioni circa il trattamento per le persone più anziane delle età riportate sopra e hanno le LDL-C inferiori ai 130 mg/L e rispettano altri criteri come l’assenza di malattie cardiache, di diabete, di patologie renali, o di malattie infiammatorie.
Quando si misura la PCR ultrasensibile, essa può essere ripetuta per confermare che il paziente abbia in effetti un’infiammazione di modesta entità persistente.

Che cosa significa il risultato del test?

Concentrazioni relativamente alte in persone sane sembrano essere predittive di un rischio futuro di infarto, ictus, morte cardiaca improvvisa e/o patologie delle arterie periferiche, anche quando il colesterolo è entro livelli accettabili.
Le persone con PCR ultrasensibile alta hanno un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e coloro che hanno concentrazioni basse hanno invece un rischio minore. Più in dettaglio, coloro che hanno una concentrazioni di PCR in corrispondenza della soglia più elevata del range di normalità, presentano un rischio aumentato di 1.5- 4 volte rispetto a coloro che hanno concentrazioni più basse nel range di normalità.
Le associazioni American Heart Association e U.S. Centers for Disease Control and Prevention hanno definito i gruppi di rischio come segue:

Basso rischio: inferiore a 1.0 mg/L
Rischio intermedio: da 1.0 a 3.0 mg/L
Rischio alto: sopra a 3.0 mg/L
Questi valori sono solo una parte del processo globale di valutazione per le malattie cardiovascolari. Altri fattori di rischio da considerare sono le concentrazioni di colesterolo, le LDL-C, i trigliceridi e il glucosio. Inoltre, il fumo, l’ipertensione e il diabete possono aumentare ancora di più il rischio.

C’è qualcos’altro da sapere?

Prendere farmaci antinfiammatori non-steroidei (FANS, aspirina, ibuprofene e naproxene) o le statine può ridurre la concentrazione di PCR nel sangue. Sia i FANS che le statine aiutano a ridurre l’infiammazione e per questo abbassano la concentrazione di PCR.
Perchè il risultato sia predittivo per il rischio di malattia coronarica o di infarto è importante che ogni persona faccia il test in condizioni di salute. Ogni malattia recente, ferita, infezione o altre infiammazioni generiche possono aumentare la concentrazione di PCR e dare una stima falsata del rischio.
Le donne in terapia sostitutiva ormonale possono avere un aumento delle concentrazioni di PCR ultrasensibile.
Poiché la PCR ultrasensibile e la PCR misurano la stessa proteina, i pazienti affetti da infiammazione cronica, come nel caso dell’artrite, non dovrebbero fare l’esame della PCR ultrasensibile, dal momento che il risultato sarebbe elevato in relazione alla patologia e non avrebbe alcun altro valore.

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