UNA NUOVA TERAPIA PER LA SCLEROSI MULTIPLA

La nuova strategia per la Sclerosi Multipla si chiama “Induction Therapy”. Una novità dell’ultimo congresso dell’Europan Committee for treatment and research in multiple sclerosis, tenutosi a Londra.

Neurologi, medici e biotecnologi hanno fatto il punto della situazione per un problema che interessa solo in Italia ben centomila persone. Per ragioni ancora sconosciute il nostro sistema immunitario, che ci protegge da malattie e virus, attacca e distrugge il rivestimento delle cellule nervose del cervello (La guaina mielinica), causando nel tempo distutbi neurologici che comportano la perdita del controllo dei muscoli con difficoltà nei movimenti, nella vista, nell’equilibrio, spesso fino alla paralisi. La malattia presenta nella maggior parte dei casi periodi alternati tra fase acuta e normalità (forma recidivante-remittente) in casi meno frequenti (15 %) al problema segue una fase di peggioramento costante (forma progressiva per la quale ancora non esiste cura definitiva). Il prof. Giancarlo Comi, direttore del dipartimento di neurologia sperimentale dell’Ospedale San Raffaele di Milano è convinto che presto si giungerà ad un decorso della malattia più favorevole, lo ha dimostrato uno studio condotto su pazienti che non avevano risposto alla cura farmacologica, ma con la terapia d’attacco hanno visto dimezzarsi i disturbi.

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La molecola che ha suscitato molte aspettative è la Cladribina che si assume per via orale, si prende tranquillamente a casa per un periodo limitato e vanta un meccanismo d’azione molto intelligente. Il prof. Comi spiega che agisce impedendo la proliferazione dei linfociti, i globuli bianchi del sistema immunitario che distruggono il tessuto nervoso. Gli studi hanno dimostrato che riduce del 60 % la probabilità di ricaduta dei sintomi e la durata dell’effetto in alcuni pazienti arriverebbe fino a due anni.