Ulcera

L’ulcera gastro-duodenale è una lesione della parete dello stomaco o del duodeno, profonda almeno mezzo centimetro. Ciò la distingue dalle “erosioni”, che sono più piccole e superficiali e tendono a guarire più rapidamente. Nel 20% dei pazienti che si recano dal medico con disturbi della digestione e vengono sottoposti a esami diagnostici è presente un’ulcera, con aumento di tale percentuale tra gli anziani.

 

Nel 70-90% dei casi l’ulcera gastro-duodenale è causata da un’infezione dello stomaco provocata da un batterio a forma di spirale dal nome Helicobacter pylori, mentre nel 10-25% dei casi la responsabilità è dovuta al consumo abituale o eccessivo di alcuni farmaci antinfiammatori e antidolorifici, come aspirina e simili (i cosiddetti FANS, abbreviazione che sta per farmaci antinfiammatori non steroidei). Una terza causa di ulcera, più rara, è un tumore (gastrinoma) che produce quantità eccessive di gastrina, ormone che stimola la produzione dell’acido nello stomaco. In ogni caso, l’acido prodotto dello stomaco è sempre un fattore importante ai fini della formazione dell’ulcera, da cui il vecchio aforisma “non acido, non ulcera”.

 

La scoperta che un microbo coinvolto nella formazione dell’ulcera risale a circa 20 anni fa. L’infezione da Helicobacter pylori è una delle infezioni croniche più diffuse nell’uomo, presente in oltre il 50 % della popolazione mondiale. Si contrae soprattutto nell’infanzia, favorita da condizioni sanitarie scadenti e può persistere, se non curata, per tutta la vita. In Occidente, l’infezione è diffusa nelle fasce d’età più anziane e nei ceti economici più svantaggiati.

Il principale serbatoio dell’HP è l’uomo e il contagio avviene per contatto diretto, per via orale o attraverso le feci. Si calcola che il 95% circa delle ulcere duodenali e il 75-80% delle ulcere gastriche è causato dall’Helicobacter pylori. Il microbo provoca una gastrite, mentre la formazione dell’ulcera vera e propria avviene attraverso un’infiammazione della parete oppure attraverso un aumento della acidità gastrica. Anche il fumo di sigaretta, lo stress e, soprattutto, i fattori genetici possono cooperare con l’Helicobacter pylori nella formazione dell’ulcera.

 

Oltre 30 milioni di persone al mondo utilizzano i FANS, per curare l’artrosi e altre malattie reumatiche, ma anche per la terapia del dolore. I FANS esercitano la loro azione analgesica e antinfiammatoria attraverso il blocco della produzione di alcune sostanze (le prostaglandine) coinvolte nei meccanismi che provocano la comparsa del dolore e dell’infiammazione, ma che svolgono anche una funzione protettiva nei confronti dello stomaco. Ciò spiega perché l’assunzione di questi farmaci causa un danno gastrico che, protratto nel tempo, favorisce la formazione di erosioni o ulcere.

L’ulcera da FANS è più frequente nello stomaco che nel duodeno. I pazienti che assumono abitualmente questi farmaci hanno un rischio da 3 a 6 volte maggiore di ammalarsi di ulcera o di essere colpiti da qualche sua complicazione, tra cui l’emorragia gastrointestinale. Il rischio aumenta con l’età, se si consumano parallelamente altri farmaci (per esempio i cortisonici) oppure se sono presenti altre gravi malattie.

 

Il sintomo più frequente dell’ulcera è il dolore o un bruciore molto forte, di solito ristretto ad una piccola zona, posta in alto e al centro dell’addome (spesso indicata da coloro che ne soffrono come “bocca dello stomaco”). Il dolore ha un andamento periodico durante la giornata, si presenta di solito a digiuno, durante le ore notturne o al mattino presto, si riduce con i pasti ocon gli antiacidi, ma si ripresenta qualche ora più tardi. Generalmente, in caso di ulcera gastrica, il dolore ricompare più precocemente, già dopo mezz’ora dal pasto, mentre nell’ulcera duodenale si ripresenta dopo due-tre ore.

Spesso l’ulcera viene scoperta casualmente in un individuo senza sintomi caratteristici. Ciò accade soprattutto in caso di ulcera provocata dai FANS, poiché questi farmaci sono degli antidolorifici e quindi possono “mascherare” il dolore legato alla malattia.

 

L’ulcera tende spontaneamente a guarire, ma, se non curata, può ripresentarsi periodicamente nel corso della vita, oppure dare origine ad alcune complicazioni. Le più temibili sono l’emorragia, con vomito di sangue o presenza di sangue nelle feci (che si presentano di colore nero), perforazione nel peritoneo o penetrazione in organi confinanti con lo stomaco, per esempio fegato, pancreas e milza.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *