Febbre nei bambini

Deve essere ben chiaro il concetto che la febbre non è una malattia, bensì un sintomo; le sue cause vanno identificate ed affrontate nella maniera più appropriata, poiché la febbre è una difesa naturale del corpo che aiuta a distruggere i microbi.

Nei bambini, le cause principali della febbre sono le infezioni da virus e batteri. Questi si diffondono da un organismo all’altro principalmente tramite le vie respiratorie; è per questo motivo che gli episodi febbrili aumentano rapidamente nei bambini durante il primo anno di asilo dove vengono a contatto con molte altre sorgenti di microbi.

La presenza di microbi (virus e batteri) provoca la messa in atto di meccanismi di difesa da parte dell’organismo in cui vengono prodotti e attivati vari tipi di cellule. Alcune di queste cellule rilasciano delle particolari sostanze, le interleuchine, che agiscono su una parte del cervello (l’ipotalamo) dove è presente un centro che regola la temperatura del corpo. Queste sostanze agiscono sul centro termoregolatore facendogli aumentare la temperatura di qualche grado oltre il livello normale. Tutto ciò provoca i brividi, che servono a produrre calore, e il senso di freddo, causato dalla vasocostrizione cutanea (riduzione della quantità di sangue che scorre sotto la pelle) che riduce la perdita di calore.

L’aumento di temperatura corporea per via di questo meccanismo di difesa impedisce alla maggior parte dei microbi di moltiplicarsi. Quando l’infezione comincia a guarire, il livello stabilito dal “termostato” si abbassa nuovamente e il corpo reagisce con la sudorazione e la vasodilatazione (aumento del flusso del sangue appena sotto la pelle), che consente di disperdere una maggior quantità di calore e di abbassare la temperatura.

Tra i metodi di misurazione della temperatura nei bambini, quelli rettale e orale sono i più precisi. La misurazione ascellare è accettabile, ma può dare dei risultati variabili perché misura la temperatura della pelle che è influenzata maggiormente dall’ambiente.

Il metodo rettale è suggerito specialmente per i bambini nel primo anno di età.

 

La misurazione rettale

Assicurarsi che il termometro sia adatto per questo tipo di misurazione. Pulirlo con alcool e scuoterlo in modo da abbassare la colonna di mercurio al di sotto dei 36°C. Il bambino può essere posizionato sulla schiena o a pancia in giù nel grembo. Se viene messo sulla schiena, tenere leggermente sollevate le gambe per facilitare la misurazione. Lubrificare la punta del termometro con vaselina e inserirla delicatamente nel retto per circa 2 cm nel neonato e 5 cm nel bambino grande. Con una mano tenere fermo il bambino e con l’altra tenere il termometro, assicurandosi di non lasciarlo. Il tempo necessario per la misurazione è di almeno 1 o 2 minuti.

La misurazione orale

Questo metodo va bene per i bambini più grandi che sono in grado di non mordere il termometro.

Per fare una misurazione accurata, bisogna assicurarsi che il bambino non abbia ingerito bevande molto calde o fredde nella mezz’ora precedente e che sia rimasto tranquillo durante questo periodo.

Pulire con alcool un termometro adatto alla misurazione orale e abbassare il livello della colonna di mercurio, agitandolo. Appoggiare bene in fondo sotto la lingua, da un lato o dall’altro, la parte del termometro sensibile alla temperatura e far restare calmo e con la bocca chiusa il bambino per almeno tre minuti.

 

La misurazione ascellare

Consigliato per i bambini più grandi. Dopo aver pulito il termometro con alcool ed averlo scosso per abbassare il livello di mercurio al di sotto dei 36°C, metterlo sotto l’ascella del bambino (a contatto con la pelle che deve essere asciutta) e fargli tenere il braccio contro il corpo per almeno 5 minuti.

Altri metodi e strumenti di misurazione

Per quanto riguarda i termometri auricolari, sebbene siano precisi, per il loro costo ed il limitato impiego non sembrano rappresentare un particolare miglioramento rispetto ai metodi di misurazione tradizionali.

Le strisce reattive da mettere in fronte sono poco precise ed i livelli di temperatura sono da considerare quindi solo indicativi.

Rimedi per dare sollievo al bambino

  • È importante che il bambino beva più del solito per evitare la disidratazione. Qualsiasi bevanda va bene: acqua, succo, latte, ecc. Se il bambino ha poca voglia di bere, si può aggiungere lo zucchero o offrirgli assieme una cannuccia per divertimento. I segni più comuni della disidratazione sono la poca urina, la pelle secca (specie le labbra), le poche lacrime quando il bambino piange e, nei neonati, una fontanella infossata.
  • Non bisogna coprire il bambino in maniera eccessiva perché questo può far salire la temperatura oltre il livello stabilito dal “termostato” e contribuire ad aggravare il disagio. Quando il bambino ha i brividi lo si può coprire con una coperta leggera, ma appena questi scompaiono o sente caldo è meglio rimuoverla per consentire al corpo di disperdere il calore.
  • Non c’è motivo di forzarlo a mangiare se non ne ha voglia; lo si può tranquillamente alimentare con liquidi nutrienti come il brodo.
  • Non è detto che un bambino con la febbre si senta male; ci può essere un bambino con 39°C di febbre che ha voglia di giocare e uno con 37,5°C che non se la sente. Non è necessario che il bambino rimanga a letto; basta che non faccia sforzi fisici eccessivi perché questi lo rendono più debole, diminuendo l’energia che il corpo ha a disposizione per combattere l’infezione, oppure possono aumentare la temperatura corporea, creando fastidio.

Rimedi fisici per ridurre la temperatura

Le spugnature con acqua tiepida possono essere utili, ma solo quando gli antipiretici non hanno avuto effetto e, comunque, dopo almeno mezz’ora dalla somministrazione di un antipiretico.

Per fare le spugnature, mettere il bambino in una vasca con poca acqua tiepida e, immergendo spesso la spugna, fargliela scorrere addosso per una ventina di minuti. Se al bambino vengono i brividi, bisogna aumentare leggermente la temperatura dell’acqua. È possibile fare le spugnature anche a letto se il bambino non ha voglia di alzarsi, basta riempire una bacinella di acqua tiepida e usare una spugna per bagnare leggermente la sua pelle.

 

Altri trattamenti fisici non sono consigliati, perché, oltre ad avere solo un effetto temporaneo sulla temperatura corporea del bambino, possono dare fastidio e anche causare danni.

Uno di questi metodi, purtroppo ancora oggi ritenuto efficace da alcuni, è la spugnatura con l’alcool; i vapori dell’alcool possono essere inalati dal bambino e provocare seri danni.

 

Il trattamento farmacologico

La presenza di febbre non è di per sé motivo per assumere farmaci, lo è, invece, il senso di disagio che essa può provocare nel bambino.

Indicazioni utili per l’impiego degli antipiretici (farmaci antifebbrili che riducono la febbre) sono:

  • una temperatura oltre i 39°C e con sintomi fastidiosi;
  • una febbre lieve ma con sintomi dolorosi come mal di testa o mialgia (dolori muscolari);
  • una temperatura oltre i 40,5°C.

Gli antipiretici abbassano il livello di temperatura stabilito dal termostato ipotalamico, causando la messa in atto di meccanismi appositi per disperdere calore e, di conseguenza, diminuire la temperatura.

Se il bambino vomita, si può somministrare l’antipiretico in forma di supposta.

È consigliabile non svegliare un bambino che dorme per dargli l’antipiretico: il riposo aiuta il corpo a combattere l’infezione.

Inoltre, bisogna ricordarsi che non è necessario che la temperatura diminuisca fino ad arrivare ad un livello afebbrile; basta che arrivi ad un punto in cui il bambino si senta di nuovo a proprio agio.

Il paracetamolo è l’antipiretico di prima scelta, perché è efficace ed ha pochi effetti collaterali.

Nel caso sia necessario il trattamento farmacologico, occorre attenersi scrupolosamente al dosaggio consigliato. È una buona regola non somministrare mai farmaci senza prima aver consultato il pediatra.

 

I sintomi che richiedono attenzione sono:

  • Difficoltà a respirare
  • Il collo irrigidito (non riesce a toccarsi il petto con il mento o a guardare in su)
  • Difficoltà nel risveglio
  • Dolore alle orecchie
  • Stato confusionale
  • Sopore
  • Convulsioni

 

…quindi, in caso di febbre…

 

  • Far bere molto il bambino
  • Vestirlo leggermente
  • Coprirlo con una coperta leggera solo quando ha i brividi
  • Non utilizzare gli antipiretici se il bambino non è infastidito dalla febbre.
  • Se occorre, dare da 10 a 15 mg/kg di paracetamolo e ripetere, se necessario, la somministrazione dopo 6 ore.
  • Non continuare a somministrare gli antipiretici per più di 24 ore di seguito senza chiamare il medico.
  • Le spugnature, consigliate per una temperatura sopra i 40°C che crea sconforto, richiedono acqua tiepida (non fredda) e vanno fatte dopo almeno mezz’ora dalla somministrazione di un antipiretico.

COSA NON FARE

  • Pretendere di mantenere la temperatura sotto i 37° C ad ogni costo. Gli sbalzi della temperatura corporea sono più pericolosi (rischio di convulsioni o di collasso) di una temperatura elevata ma costante.

  • Avvolgere il bambino in una coperta per correre al Pronto Soccorso o dal Pediatra quando la febbre è alta (rischio di convulsione da aumento della temperatura); prima somministrare un antipiretico ed attenderne l’effetto.

  • Somministrare antibiotici senza aver consultato il medico: l’ANTIBIOTICO NON ABBASSA LA TEMPERATURA.

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