Diabete

Il diabetico è un soggetto con alterazione del metabolismo dei carboidrati, con tendenza all’iperglicemia a digiuno.

Il glucosio è il carburante principale per le cellule dell’organismo, ma un paziente affetto da diabete non riesce ad utilizzare bene i carboidrati.

 

Negli ultimi 30 anni i casi di diabete sono notevolmente aumentati.

Il diabete è la 6° causa di morte in generale e la 1° causa di cecità e di amputazione degli arti per arteriopatia obliterante cronica ostruttiva. Nel diabetico l’incidenza di morte per causa cardiovascolare aumenta da 2 al 4 volte.

 

Si definisce diabetico un soggetto che dopo 2 controlli glicemici, a digiuno, presenta un valore della glicemia compreso tra 126 e 139 mg/dl e che dopo prova da carico orale con glucosio abbia a 2 ore un valore di glicemia > di 200 mg/dl.

 

Si parla di intolleranza al glucosio o IGT (Imparied Glucose Tolerance) se il soggetto presenta dopo carico orale di glucosio a 2 ore valori glicemici compresi tra 140 e 199.

 

Si parla di alterata glicemia a digiuno o IFG (Imparied Fasting Glucose) quando il soggetto ha valori tra 110 e 125 a digiuno, normale se la glicemia è < 110 mg/dl.

 

Esistono due tipi di diabete, il tipo I ed il tipo II.

 

Il tipo I è detto anche insulino-dipendente, insorge tipicamente nei giovani, il paziente si presenta magro e vi è tendenza alla chetosi.

 

Il tipo 2 è il diabete degli adulti. Il paziente si presenta grasso ed è una forma non insulino-dipendente.

 

Diabete gestazionale

Insorge nel 2° o 3° trimestre di gravidanza ed interessa il 7% delle gravide; determina un aumento della mortalità e della morbilità fetale, una maggior frequenza di ipertensione e di parto cesareo.

Lo screening si impone tra la 24° e 28° settimana di gestazione.

Le nuove direttive prevedono di effettuare lo screening ad una donna con le seguenti caratteristiche:

  • Pregresso GDM
  • Familiarità di 1° grado per diabete
  • Obesità
  • Età > 35 anni
  • Pregressa microsomia fetale
  • Storia di mortalità neonatale incerta

 

Lo screening si effettua con prova da carico con glucosio 50 g e si dosa la glicemia a un’ora.

Se il valore è inferiore a 140 mg% tutto va bene.

Se la glicemia è > 140 mg% allora la prova sarà effettuata con 100 grammi di glucosio e se la glicemia è > 180 mg% si pone la diagnosi di diabete gestazionale.

 

Sintomi e segni del diabete

  • Sintomi classici sono la poliuria (aumento di frequenza delle minzioni), la polidipsia (aumento della sete), il calo ponderale ed un riscontro occasionale di valori glicemici > 200 mg%
  • Glicemia a digiuno maggiore o uguale a 126 mg% in due occasioni
  • Glicemia alla 2° ora con test orale di tolleranza glucidica (OGTT): solo 1 prelievo dopo 2 ore e valori diagnostici di > 200 mg% o uguali

 

Soggetti a rischio di sviluppare il diabete

  • Quelli a ridotta tolleranza glucidica a digiuno, cioè con glicemia tra 126-110 mg%
  • Con la curva da carico di 75 g di glucosio per os, si deve superare 200 mg% per essere definiti diabetici o con ridotta tolleranza glucidica se valori tra 140 e 200.

 

Lo screening si impone dopo i 45 anni per individuare i soggetti a rischio di diabete se:

  • Familiarità per diabete
  • BMI > o uguale a 25
  • Inattività fisica
  • Ipertensione > 140 mmHg
  • Storia di GMD o neonati macrosomici
  • Sindrome dell’ovaio policistico
  • Popolazioni ad elevato rischio

 

Strategie di prevenzione del diabete

  • Ridurre il peso corporeo,
  • Attività fisica almeno 30 minuti al giorno
  • Cura della dislipidemia
  • Abolizione del fumo
  • Somministrazione della metformina

 

Una buona cura del diabete o della ridotta tolleranza ai carboidrati si attua a cominciare da una dieta bilanciata, cioè che contenga tutti i principi nutrienti e ricca in fibre che dovrebbe, almeno nelle prime fasi di questa malattia, essere sufficiente per un buon controllo dei valori glicemici se accompagnata da molta attività fisica.

 

Premesso che è compito dello specialista diabetologo prescrivere la cura più adatta, accompagnata dalla dieta e dall’esercizio fisico che consente un buon utilizzo muscolare del glucosio, se un soggetto è affetto da diabete di tipo 2 ed ha un’attività beta insulare residua potrà assumere dei farmaci definiti antidiabetici orali, le biguanidi (metformina) e sulfaniluree tolbutamide, glibenclamide, glipizide, gliquidone, glicazide, glimepiride.

Una volta che la cellula beta insulare avrà “esaurito” le sue potenzialità secretorie, allora sarà necessario introdurre in trattamento la sola insulina, così come avviene per un soggetto che, essendo affetto da diabete di tipo I, non avrà più alcuna attività insulare residua.

 

Diagnosi precoce delle complicanze nel diabete:

  • Controllo del fundus oculare (non occorre la fluorangiografia a meno che non si debba intervenire con laserterapia)
  • Nefropatia diabetica, quando la microalbuminuria è > di 30 microg/l e va ripetuta dopo un mese
  • Neuropatia: piede diabetico, parestesie, modifiche dell’appoggio plantare, ipercheratosi
  • Macroangiopatia: ecg (ev. da sforzo); indice di Winsor

 

Complicanze della malattia diabetica

  • Retinopatia, cioè la retina si altera per la microangiopatia che si caratterizza per aneurismi, emorragie ed edema, essudati a fiocco con perdita del visus
  • Nefropatia, cioè il rene insufficiente, per la microangiopatia dei glomeruli renali, con perdita della funzione renale, microalbuminurie e proteinuria
  • Neuropatia, cioè la sofferenza del sistema nervoso periferico, su base sensitiva, cioè formicolii, perdita del tatto, del calore, della sensibilità vibratoria ecc.; e motoria cioè incapacità a deambulare, stringere la mano ecc.;
  • Arteriosclerosi ed incidenti vascolari, infarto cardiaco e cardiopatia
  • Infezioni, parodontopatia, gengiviti, cistiti, pieliti ecc.
  • Macrosomia fetale e nascituro con complicanze e/o malformato
  • Piede diabetico, ossia ulcere trofiche croniche alle dita, ulcere plantari, piede di Charcot

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *