Obesità

L’obesità è una malattia cronica determinata da un eccesso di massa grassa distribuita in maniera diversa nei vari distretti corporei e nei diversi soggetti.

Strumentalmente, si riesce a misurare tale eccesso e la sua distribuzione.

Tra le metodiche utilizzate ricordiamo la bioimpedenza, la tomografia computerizzata, la risonanza magnetica, la pletismografia e la plicometria.

Il parametro più semplice e più utilizzato per definire il grado di obesità è l’indice di Massa coporea (o IMC o BMI Body mass index) che si ricava dal rapporto tra il peso espresso in chilogrammi e l’altezza (in metri) al quadrato.

È dimostrato che i soggetti obesi hanno un’aspettativa di vita qualitativa e quantitativa ridotta.

La prevalenza dell’obesità è in aumento in tutti paesi occidentali. In USA contribuisce a 300.000 morti/anno, diventando in tal modo la 2° causa di morte dopo il fumo.

In base alla distribuzione della massa adiposa l’obesità si distingue in obesità:

  • androide (addominale)
  • ginoide (gluteofemorale)

distinguibili mediante la ratio WAIST/HIP (rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi).

Per la valutazione del grasso corporeo totale sulla sua distribuzione si può utilizzare la plicometria, ma ha una elevata variabilità a seconda degli operatori.

Le pliche cutanee sono misurate in varie regioni anatomiche, in punti dove il pannicolo adiposo è meglio rappresentato per quell’area. In genere si valuta: plica tricipitale, plica bicipitale, plica sovrailiaca, plica sottoscapolare.

Uno dei metodi più usati per la determinazione della massa lipidica (FAT), della massa alipidica FFM (Fat Free Mass) e dell’acqua totale del corpo TBW (Total Body Water) è la bioimpedenziometria (BIA) cutanea.

Questa sfrutta l’impedenza bioelettrica fornita dal corpo al passaggio di una corrente elettrica. La conduzione elettrica avviene in presenza di acqua ed elettroliti: poiché la quasi totalità di questi sono contenuti nella massa magra, la BIA può fornire una stima della massa magra, dell’acqua corporea totale e, per differenza, anche della massa grassa.

La misurazione della resistenza e della reattanza, fornisce informazioni su:

  • contenuto totale di acqua
  • percentuale di acqua
  • acqua extracellulare e intracellulare
  • percentuale di massa magra
  • percentuale di massa grassa
  • angolo di fase (stima del rapporto intra e extracellulare)
  • rapporto di Na/K scambiabile
  • densità corporea
  • massa cellulare
  • metabolismo basale
  • peso ottimale
  • consumo calorico in vari esercizi.

Le cause dell’obesità possono ricondursi a due principali categorie:

  • fattori genetici, che predeterminano la facilità di accumulo di grasso e inducono alterazioni del comportamento alimentare e del dispendio energetico
  • fattori ambientali
  • farmaci che possono causare obesità (antipsicotici, antidepressivi, antiepilettici, glucocorticoidi, insulina, sulfoniluree)
  • fattori socio-colturali-etnici
  • fattori dietetici
  • sedentarietà
  • fattori psicologici

Esistono interazioni fra le due categorie di fattori che complicano ulteriormente la patogenesi. Esistono inoltre influenze genetiche: la probabilità è cinque volte maggiore di diventare obesi nei figli i cui genitori sono entrambi obesi. Infine ricordiamo alcune popolazioni selezionate come gli indiani Pima una tribù con presenza di obesità al 90% di entrambi i sessi.

Tra i segnali periferici che regolano l’assunzione di cibo, stimolando il centro della sazietà, i più importanti sono la distensione gastrica, il sistema vagale e una serie di peptidi (glucagone e somatostatina).

L’ormone più importante per quanto riguarda la sazietà recentemente studiato è la leptina, una proteina di 167 aminoacidi: viene secreto esclusivamente dagli adipociti in risposta a un aumento della magra grassa; ed è inibito da insulina e glicocorticoidi.

Questo ormone agisce a livello ipotalamico dove determina l’inibizione di un potente stimolatore dell’appetito, il neuropeptide Y, e incrementa la secrezione di GLP-1,che è un potente anoressigeno.

L’obesità può essere sia causa che effetto di alterazioni della funzionalità tiroidea:

  • i livelli di T3-T4-TSH sono nella norma in condizioni basali e dopo stimolo con TRH
  • i livelli di GH sono ridotti sia in condizioni basali sia dopo stimoli provocativi

Si possono avere alterazioni nella regolazione neuroendocrina della funzione gonadica sia nell’uomo che nella donna.

L’uomo obeso presenta, non raramente, disfunzioni sessuali che possono andare da lievi deficit erettili a quadri più manifesti di ipogonadismo, con riduzione marcata degli ormoni maschili e delle funzioni da essi governate.

Nella donna obesa vi è tendenza tanto all’iperestrogenismo quanto all’iperandrogenismo.

Da ciò derivano i disturbi clinici quali: alterazione del ciclo mestruale (anoressia, ipooligomenorrea, metrorrogie funzionali), modesti stadi di irsutismo, frequentemente associato a micropolicistosi ovarica.

Le donne obese sono più soggette a carcinoma endometriale.

Nelle persone obese l’insulina basale è elevata e correla direttamente con il peso.

A fronte dell’iperinsulemia i valori di glicemia basale sono normali con una diminuita tolleranza ai carboidrati e quindi insulina resistenza.

L’obesità è considerata un fattore favorente lo sviluppo del diabete.

Nei soggetti con familiarità per diabete il BMI è significativamente più elevato rispetto a quello dei soggetti senza familiarità. Nella relazione fra familiarità-diabete e obesità si è osservato che la prevalenza del diabete aumenta in modo consistente con l’aumentare del peso e del grado di familiarità per il diabete.

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